Pippo voleva fare solo la guardia comunale. Perché si era fatto trascinare in quelle strane avventure? Appostamenti, chiamate a tutte le ore, “Pippo non capisci, è urgente”; giri e rigiri per stradine tortuose, pic-nic in aperta campagna per trovare indizi, interrogatori velati da ipocriti “come sta” e poi “cosa è successo, come, perché, dove e quando…” Era uno stress quell’uomo!
«Ciao Pippo» si sentì dire mentre era assorto nei suoi pensieri. Era quella ragazza del nord, quella di cui tutti erano innamorati in paese, compreso lui.
«Ciao, come stai?» rispose il giovane vigile.
«Bene. Devo fare le commissioni per mia zia, ma mi stanco con questo caldo oggi.»
«È estate, no?»
«Io odio l’estate, preferisco la primavera. Ci vediamo, Pippo.»
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Le imposte erano abbassate per non far penetrare la piena luce del sole che scaldava troppo quella casa. Si sentiva lontano il frinire delle cicale, un leggero fiato di vento faceva danzare le tende ricamate all’uncinetto. Bussarono alla porta come a interrompere quel silenzio. Marilù si alzò e si diresse alla porta: era quella ragazza, la più chiacchierata del paese, per com’era, per come si vestiva, per il suo fare sfacciato con i maschi. Quella Lucia che abitava nello stesso palazzo del violinista.
Entrò con un pacchetto in mano e un accattivante sorriso sul volto. «Ciao vicina, scusa la visita improvvisa, ma pensavo che intanto, da che vivo qui non abbiamo ancora fatto amicizia. Ho portato alcuni pasticcini, spero li gradirai.»
La madre di Marilù si presentò sull’uscio osservando da capo a piedi l’ospite, quindi la invitò a sedersi.
Lucia sembrava proprio una ragazza piena di vita e molto gentile, così educata che la madre, che l’aveva sempre vista di cattivo occhio, si cominciò a addolcire davanti quel sorriso. Era aggraziata e molto bella, sembrava proprio un’attrice del cinema, una di quelle dive che ogni tanto Marilù si soffermava ad ammirare nelle locandine. Quando parlava sembrava provenisse da un altro pianeta.
Prima di andarsene invitò Marilù a prendere qualcosa da bere il giorno dopo, per fare due chiacchiere, disse, salutò e uscì.
«Mamma, cosa pensi, credi sia giusto ricambiare la visita?»
La madre la guardò un po’ , come se riflettesse; poi rispose che, magari, non era vero quello che si diceva in giro, che quella ragazza fosse una poco di buono; forse si comportava disinibitamente perché veniva da una grande città, dove le cose erano diverse, che probabilmente adesso, nella nuova realtà sociale in cui era venuta a trovarsi, si sentiva sola.
«Fai come credi» concluse.

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Stupendo.
Nyno.
grazie
Ah, ma le cose si complicano tra indizi e intrallazzi! Bene, bene, proseguo nella lettura che sono rimasta indietro!