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Il primo fermo

Mio marito la settimana scorsa mi telefona dicendomi orgoglioso che uno dei nostri fornitori ci ha regalato due biglietti per la partita Catania-Atalanta, che basta andare a ritirare gli accrediti prima della partita e entrare!!! E così facciamo: mercoledì sera mi preparo, entusiasta di vedere la tribuna A definita quella vip, mi faccio carina e scendo.

Io abito al Cibali esattamente nella parte nord rispetto allo stadio, l’ufficio, invece, è a due passi dallo stadio. Questo non è una cosa positiva, bisogna vedere il caos che si combina nei giorni in cui il Catania è in casa (un giorno vi racconterò invece la famosa sera del 2 febbraio del 2007). Entro in ufficio, tempo di spegnere tutti i computer, già per strada vi è una ciarla festante, vedo una bottiglietta d’acqua che avevo preso a pranzo e la metto in borsa pensando che un po’ di acqua sempre ci vuole. Arriviamo in biglietteria, mio marito chiede gli accrediti dell’Atalanta (sì ho dimenticato che lo sponsor che ci ha offerto i biglietti non è catanese) e poi, con i nostri bei biglietti, ci rechiamo ai primi tornelli. Documenti, biglietto ed entriamo. Subito una signora gentile mi chiede di vedere la borsa e mi fa notare che la bottiglia d’acqua non può entrare. Che testina! Una volta ero già andata allo stadio e sapevo che non si potevano far entrare oggetti volanti pericolosi. Gentilmente mi indica una sua collega che, munita di bicchieri di plastica mi dice di versare il contenuto nei bicchieri. O.K. siamo con i biglietti in mano, io la borsa alla spalla, e i bicchieri in mano!

Siamo in piazza Spedini e un signore si avvicina e ci chiede i documenti e i biglietti. Strano, già avevano chiesto biglietti e documenti (ah sì, quel famoso 2 febbraio!!!). Guarda, legge e poi dice che c’è qualcosa che non va perché nei biglietti i nomi sono scritti a mano, con l’inchiostro! Certo, spiega mio marito, sono accrediti, è un regalo dello sponsor, sono arrivati con la squadra!!! Ma questo non si convince e ci fa passare ai secondi tornelli con una faccia strana, i biglietti passano nel computer (e lì credo che siano combaciati numeri e nomi ma lui ha fatto finta di nulla). Noi facciamo i tornelli con agilità, sembra una puntata di “il cibo ti fa bella” o cosa del genere, dove ti fanno fare gli esercizi più strani nei momenti più strani. E poi ci fa nuovamente uscire, tornare in piazza, con i bicchieri ancora in mano e poi si appoggia a una macchina con altri colleghi e ci chiede tutto di tutto. Faccio notare che l’indirizzo è diverso da quello sulla carta d’identità perché nel frattempo ci siamo sposati, poi passano a mio marito e lui ripete la stessa cosa, quelli chiedono la nuova via, e mio marito sottolinea che vive veramente con me, non è uno scherzo!!!

È tutto a posto, dice alla fine il tizio e chiede al collega di accompagnarci nuovamente ai tornelli. Il ragazzo ci accompagna e dice che non c’è bisogno di rifare i tornelli, che ci fa entrare dal cancello principale «Certo» dico io «la ginnastica per oggi l’abbiamo fatta!!!» lui sorride un po’ imbarazzato.

Arriviamo in tribuna vip tutti divertiti per quello che è successo, telefono a mia sorella e le chiedo di passarmi mio nipote P. grande tifoso della juve, che sogna, già a otto anni, di fare il calciatore. Gli dico che sono allo stadio «Quale?»

«Quello del Cibali, lo stadio Massimino» non ci crede e mi chiede com’è
 il campo, l’erba e le reti!!! Appurata la sincerità delle mie parole mi chiede di fare tante foto «Fai tante, tante foto, tutto, devi fotografare tutto, anche quando il Catania fa i goal» e passando il telefono alla madre «Se segna il Catania!»

Il Catania ha vinto 2-1, oggi invece ha perso 4-0, che sfiga!!!

 

 

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