Una Stanza Tutta per Me

Anni fa ho letto il saggio della Woolf e ne sono rimasta affascinata.

Per avere una stanza tutta mia ho dovuto aspettare il mondo universitario. I primi due anni avevo una camera doppia, dal terzo ho deciso che spendere un pò di soldini in più per non avere rogne con compagne di stanze e potermi chiudere nel mio mondo era la cosa migliore!

Si, l’ammetto, sono un tantino riservata, gelosa dei miei spazi, strana per qualcuno che ha diviso la camera con sorella e fratellino.

Ma la camera dei miei sogni è arrivata tardi, ormai ero laureata e con i problemi tipici dei disoccupati!!! Era al quarto piano di un palazzo della parte fighetta di Catania, luminosa, con un armadio enorme dove mettere quasi dieci anni della mia vita a Catania, avevo la scrivania con un pc, solo due coinquiline (sinonimo di tranquillità) e tutto il tempo a mia disposizione per scrivere di me e delle mie storie. La mia stanza tutta per me si era materializzata e non volevo altro. Ho avuto tante delusioni, ho conosciuto gente strana, vissuto situazioni al limite del grottesco, ma ogni volta sapevo di potermi rifuggiare nella mia stanza e confidare tutto, cazzeggiare tra me e me, sognare e lavorare al mio futuro.

Il problema è che nella vita molte cose cambiano, e  anche la mia vita è cambiata. È cambiato tutto e dovetti abbandonare la mia stanza, la stanza delle creazioni, prima per un monolocale dove non trovai mai l’ispirazione (troppo stretto, troppo rumoroso, un pò scomodo), poi per una camera doppia, un bagnetto e una cucina. Non è tutta per me, la divido con uno dei responsabili del mutamento della mia vita, la persona più disordinata e rumorosa che potessi avere come compagno di stanza: mio marito.

È bellino vivere lì, ho una terrazza enorme dove ammiro tutta Cibali, ma per chi ha nel sangue la voglia di scrivere, una stanza tutta per sè, è la cosa più bella che vi sia.