Nostalgia

Dovete sapere che nel mio paese la festa di Pasqua è molto sentita, come in tanti altri paesi siciliani. Noi riesini non siamo convinti, ma certi che, la festa di Riese, sia la migliore al mondo! 

Inizia una settimana prima delle palme, di sabato sera, con dei fuochi. Vi è una chiesetta, trascurata e chiusa in quasi tutto l’anno, che custodisce le statue protagoniste della festa e l’urna sacra. Il sabato vi è l’apertura di questa chiesetta con delle mostre all’interno e i fedeli che vanno a visitare “i santi!”.

Il sabato prima della domenica delle Palme vi sono altri fuochi. Se non ricordo male, entrambi i fuochi, sono dedicati a due figure di lavoratori antichi e popolari nel mio paese: i contadini e gli zolfatari.

Poi abbiamo il giorno delle Palme con tutti i bimbi con le palme in mano che vanno in centro per farla benedire, e il giovedì si ricorda la lavata dei piedi e poi il processo all’Ecce Homo. Ma è il venerdì il fulcro della festa. È ancora buio quando dei fuochi svegliano il paese intorpidito dal sonno per vivere la passione. Tutti si riuniscono intorno alla chiesetta protagonista della festa aspettando l’uscita dell’Addolorata, si ripercorrono le vie insieme a questa figura accompagnata da San Giovanni cercando casa per casa, porta per porta, il figlio di una madre distrutta dal dolore, sino a che non arriva l’incontro alle 15:00 prima di salire al calvario per la crocifissione. So che in alcuni paesi usano persone vere per rappresentare la crocifissione, noi abbiamo un fantoccio di cartapesta (ma non sono tanto sicura del materiale, so che è delicatissimo soprattutto dalla parte delle braccia) fatto benissimo, chi ha creato l’immagine del Gesù Crocifisso e tutte le statue (un anonimo) è stato attento ai particolari: i volti stravolti dal pianto, l’incarnato della pelle, le mani, e le ferite del Cristo, ginocchia scorticate fatte di polvere e sangue, il torace trafitto dalla lancia, la corona di spine con tutte le ferite, il volto sofferente e le mani, i piedi…

Già l’anno scorso non ho assistito al venerdì santo, ero qui in città, avevamo delle cose da sbrigare ed era anche il mio compleanno. Il mio compleanno capita sempre prima o dopo la settimana santa oppure il giovedì o il venerdì santo. Non ricordo, forse alcune volte mi è capitato di Pasqua oppure pasquetta, in realtà a mia sorella le succede spesso, l’anno scorso a lei è capitato per la pasquetta.

Comunque, l’anno scorso sono finita a mangiare un gelato a piazza Teatro Massimo.

Quest’anno non andrò perché con il panciotto e il trasloco ci è quasi impossibile spostarci. Ne sto avendo una dopo l’altra: nausee, debolezza, stanchezza, anemia, allergie, dolori. Mia madre mi ha obbligata a stare lontana per evitare un viaggio così lungo in autobus.

Non pensavo che potesse mai mancarmi così il mio paese e i miei affetti, non vedo i miei nipoti da settembre, il piccolo ormai sembra indipendente e va in giro da solo, la grande, dopo una storia complicata con un tizio, una mattina si è alzata è andata da lui e gli ha detto: «Voglio stare sola!»

E io sto qui, immersa da tanti pacchi, soprattutto quelli della mia lista nozze, piatti e oggetti mai usati perché qui si stava già un po’ stretti e non ho mai fatto feste e inviti ampi. Pian piano questa casa si sta svuotando, spogliando di due anni di vita per una realtà nuova.

Mi mancano molte cose, ma la vita è fatta di tappe da raggiungere, conquistare per poi ripartire, quindi, pazienza. Magari tornerò il prossimo anno con la mia piccola cubista in braccio e accanto mio marito. Per adesso penso a farmi calmare quest’allergia che ieri mi ha distrutta.

Buon venerdì santo a tutti.

Sogni

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L’aria ancora fredda, il sole che ti riscalda e ti da piacere. Sentire la natura risvegliarsi dal canto di un passero, o vederla grazie ai primi delicati fiori di un gelsomino. Trovare le vetrine con i primi capi primaverili, con i colori estivi, pastello, color caramelle multi gusti! E poi qualcosa che si muove nella pancia, ogni giorno, un piccolo pulsare, un po’ la mattina, poi nel pomeriggio e infine la sera.

Non riuscire più a dormire la notte e poi sognarla. Prima tra le mani, cucciola, impaurita per un temporale e dopo, già grande, riesce a camminare e ci viene incontro correndo. Avere paura delle macchine che passano mentre lei ci abbraccia contenta di vederci e poi scappa divertita dalla corsa, dal bel tempo e dalla primavera!

Ci siamo quasi

Ho letto e sentito in tv che il tempo non è dei migliori. Eppure dopo il nubifragio, qui a Catania, è quasi primavera. E io sono felicissima. Certo vi è ancora tanto freddo e usciamo con cappotti e maglioni, ma l’aria è diversa.

Sabato pomeriggio siamo andati un po’ in giro per farci un’idea sui complementi d’arredo per la nuova casa. Non so se l’ho già accennato ma, con l’arrivo della piccola principessa, abbiamo deciso di prendere una nuova casa. Per adesso abitiamo in un posto che mi piace tanto, soprattutto per il terrazzo, ma oltre a questo, abbiamo una grande camera da letto con bagno e una cucina.

Nella nostra perlustrazione non ci ha colpito niente tranne un divano, ma non so se per la bellezza o la comodità, oppure per il fatto di stare seduta e non volermi più alzare.

Per le vie della città abbiamo notato molti ragazzi che si tenevano per mano e si scambiavano teneri baci. La cosa ci divertiva, io ho sottolineato che è l’arrivo della primavera a far prosperare coppie innamorate e vogliose di effusioni.

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La sera siamo usciti per un panino nel nostro posto preferito, una panineria che fa uno dei panini più buoni di Catania. Mio marito ha deciso di mettersi a dieta da oggi, quindi era il pasto “prima dell’esecuzione”. Gli vedevo mangiare quell’hamburger mentre io restavo con la mia piadina con pollo (mi è stato vietato di mangiare cose tritate), non sono mai stata una fan di questo cibo ma adesso che me lo hanno vietato, so che la prima cosa che farò dopo il parto sarà mangiare due panini con hamburger! Dopon passeggiata in via Umberto, a guardare le vetrine (quelle poche vetrine di negozi che sono rimasti aperti) e chiacchierare.

Nel pomeriggio, mentre eravamo seduti a un bar abbiamo visto un pettirosso, ho preso la macchina fotografica per immortalarlo ma è volato via, per poi ritornare a poggiarsi sull’asfalto, ho riprovato ma la foto è venuta sgranata e poi… si è scaricata la batteria!

 

Sì, sì… mi sa sta arrivando la primavera… almeno in Sicilia.

Che sapore…

Certo non si può dire che questa canzone m’ispira sapore autunnale.

Ascoltandola proprio non ho per niente la visione di foglie gialle che scivolano via dagli alberi per depositarsi sotto le ruote di un’automobile; di ombrelli colorati bagnati dalla pioggia; di mille sfumature del cielo in vista di un temporale; del profumo delle caldarroste.

Immagino piuttosto motorini nuovi e colorti, biciclette con cestini pieni di fiori; magliette fresche di bucato con cui ti senti bella; sembra proprio che il sole ti baci i capelli mentre ti trovi in spiaggia per il primo bagno di giugno e assapori un gelato.

Il pelo e la crisi

Sarà perché mi occupo pure di pubblicità e quindi sto attenta a cartelloni, giornali e spot televisivi, ma l’occhio va su alcuni argomenti e ogni tanto mi sovvengono dei piccoli dubbi.

Dubbio di questo periodo è il seguente: se io campo, mettiamo un esempio, di doposcuola, cerco di essere guida del ragazzino di cui mamma sborsa mensilmente molte monetine, non lo lascio a se stesso perché deve capire di fare i compiti da solo. Sarebbe un non senso. Lui viene da me per un aiuto, per una guida, se lo lascio solo al suo destino la madre cercherà un’altra insegnante.

Questo esempio per dirvi che qualche giorno fa ho visto una pubblicità che in questo periodo è una regola. Arriva la bella stagione, i maglioni vanno riposti negli angoli bui degli armadi, ci si scopre ed ecco apparire spot pubblicitari su creme di bellezza, anticellulite, abbronzanti e tutto il kit depilatorio.

Si sa noi donne in autunno (almeno la maggior parte) entriamo in letargo e quindi un cioccolatino in più e una depilata in meno e quei ciuffi escono dappertutto, dalle ascelle alle caviglie. Ma poi arriva la primavera e cominciamo (se non ci affidiamo alle care estetiste) a comprare prodotti e prodotti per la depilazione: cerette, rasoi, creme!

Quindi, deduco che, il mercato depilatorio abbia maggiori successi in primavera e con picchi di vendita in estate. Ma se un’azienda che vende rasoi per le nostre belle gambe, creme che in 5 minuti ci fanno essere come dive, cerette che non ci fanno del male, s’inventa anche una crema che ci assicura non avere più a che fare con i peli, qualcosa non torna. Se tu ti occupi di peli, speri che i peli siano sempre di più, soprattutto in estate! Se a maggio mi sponsorizzi una crema che mi ritarda la crescita, questo vorrà dire che ad agosto (mese dell’apice di gambe e quant’altro scoperto) avrò bisogno solo della mia lozione magica.

Oppure la crema è solo un’illusione – una piccola bugia a fin di bene contro la crisi economica – .

La neve si sta sciogliendo

E la voglia di sole, la calda giornata, i turisti anziani tedeschi, famiglia-turisti tedeschi, turisti giovani-studenti spagnoli; e ancora l’Etna non più bianca come si presentava sino ieri pomeriggio ma a strisce… tutto questo mi fa pensare che il brutto tempo abbia finalmente finito di rompere e che presto toglieremo il griogio dal nostro viso.

Ecco la mia voglia di rinnovamento.

Primavera…

È nuovamente primavera.

Dopo il grande freddo le giornate si stanno allungando e la temperatura si sta alzando.

È il tempo del vestirsi a strati come delle cipolle. Canotta, maglietta, giacchettina e giubbino e durante la giornata stiamo a togliere o rimettere i vari strati perchè le temperature e il sole oscillano e fanno i biricchini con la nostra salute. Fuori stiamo bene e godiamo del tepore, circondati da quattro mura cominciamo a sentire freddo. Un giorno c’è il sole e i ragazzini bigiano la scuola andando a mare, il giorno dopo è nuvoloso e ci rimbottiamo come se fosse pieno inverno.

Le allergie! Il naso ci pizzica, ci bruciano gli occhi, stranutiamo. E ci sentiamo spossati per il cambio dell’ora. Vorremo passare tutti i pomeriggi a letto a riposare e la mattina fatichiamo con la sveglia.

In giro vi sono fiori e alberi pieni di colore: le piante sul balcone che hanno resistito al gelo invernale, con i rami ormai rinsecchiti dall’acqua e dal vento, adesso hanno piccole foglie colorate. È un’esplosione cromatica nelle vetrine che mostrano manichini che indossano sfumature che variano dai ghiaccioli alla frutta esotica.

La sera è piacevole non chiudersi a casa, barricarsi in camera, ma lasciare una finestra aperta affinchè l’aria fresca entri e la mattina è bello affacciarsi sempre a quella finestra e vedere il giorno nuovo e i suoi colori, non vedere più il grigiore dell’inverno e trovarsi stupiti perchè vi è il canto degli uccelli.

È qualcosa di gradevole che ci rende felice senza motivo.