Diario

Tra palloncini e povertà

Premessa: questo articolo non è una critica ma nasce dalla riflessione di quanto noi esseri umani possiamo essere poveri. Mi è nata l’idea quando ho visto quello che vi mostrerò più avanti.

Inizio

Come promesso alla piccola, mercoledì ci siamo recati alla festa che si teneva al Mc Donald’s. Lei era felicissima, io stanca anche perché avevamo appena scoperto che la caldaia perde acqua (e con acqua intendo tanta acqua). Il locale era già affollato di bambini e genitori, la piccola si è fatta coinvolgere subito dalle animatrici ma era delusa perché pensava di trovare più personaggi invece c’era solo un Minions (un ragazzo che scaturiva in me tanta tenerezza per essere rimasto delle ore in quelle condizioni mentre bambini urlanti e adulti in vena di foto, lo circondavano).

I giochi erano carini, la maggior parte con i palloncini ma mia figlia non si è trovata tanto, sia perché piccolina rispetto a altri, sia per il comportamento molto aggressivo di alcuni. Ho cercato di coinvolgerla e di farle fare alcuni giochi, ma era quasi un lavoro perché se chiedevano di prendere un palloncino di un determinato colore si doveva stare attenti al bimbo di turno che era disposto a tutto pur di portare il palloncino all’animatrice (forse anche a uccidere).

Dopo tanta fatica sono riuscita a farle fare la foto con la mascotte (foto su Instagram) ma è stato faticoso anche questo passaggio. Prima le bimbe che si scattavano i selfie, poi la signora che ha fatto la foto a tutto il parentato (compreso uomo di 45 anni) e quando stavo finalmente per scattare la foto, un uomo ha convinto la moglie incinta a farsi la foto incurante che a scattare c’ero io e che, se non stavo attenta, fotografavo la moglie!

L’avventura del bagno

Sino a qualche tempo fa ero io quella che ogni volta mi trovavo da qualche parte urgeva il bagno. Ultimamente questo primato mi è stato tolto da mia figlia che a un tratto doveva andare a fare pipì. Prima di entrare noto sedute due donne, anziane, con delle buste di plastica e una scatola di cartone abbastanza grande, che estraevano dalla busta pane e bibite portati da casa e si guardavano lo spettacolo dei bambini impegnati nei giochi.

Questa cosa mi ha un po’ sconvolta. Quelle due donne non avevano nipoti con loro, erano entrate sapendo che c’era una festa e sarebbero passate quasi inosservate. Se vuoi mangiarti un pezzo di pane fuori sei libera di farlo… perché andare in un fast food non oso sapere il motivo.

Uscendo dal bagno vengo fermata da un’altra donna che aveva un grosso problema: aveva notato “i numeri” all’ingresso del bagno, ovvero il dispositivo per digitare il codice segreto e entrare nei bagni. Mi diceva che aveva paura di restare chiusa in bagno. Le feci vedere che non c’erano problemi, che era disattivato. Non ci voleva credere. Le feci notare che i led erano spenti, che non sarebbe rimasta chiusa dentro, poi c’era un via vai di gente… No! Io le dovevo tenere la porta. Aspettai un minuto, ma poi mi seccai perché la porta non si sarebbe chiusa, non sapevo cosa stesse facendo la donna in bagno e mia figlia voleva andare a giocare!

La merenda

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Le ho proposto una merenda mentre c’erano i balli, quindi siamo andate all’ingresso dove servono la colazione e i dolci. Ha preso due ciambelline e, non essendoci posti a sedere, le ho proposto di uscire fuori e mangiarli su una delle panchine. Lei ha mangiato di gusto e come stavo per pulirle il musetto noto gente uscire con tanti palloncini. Chiedo se la festa fosse finita, mi dicono di sì e corro dentro perché Angela voleva un palloncino.

Cercasi palloncini disperatamente

Chiedo alle animatrici e mi dicono che i palloncini sono tutti finiti. Mi guardo in giro. Ci sono bambini con due-tre palloncini in mano, sia quello di Cattivissimo Me3 che quelli del Mc Donald’s. Vedo una donna con un passeggino e ben due palloncini del film legati, bimbi con tanti palloncini in mano uscire con i genitori con altrettanti palloncini. Erano venuti a una festa al Mc Donald’s ma le consumazioni erano a pagamento, quindi avevano trovato un modo per essere risarciti. Sì, come quando andiamo alle inaugurazioni e ficchiamo i pasticcini nelle nostre borse. Come noi studenti universitari che a mensa cercavamo di fregare la frutta quando avevamo preso anche lo yogurt; quando sempre noi universitari o giù di lì si usciva e si portava dietro la vodka con i bicchieri e chiedevamo solo una lattina di Red Bull… oppure svuotavamo i pacchetti di sigarette quando passavano i promoter a “regalarti le sigarette” solo se avevi il pacco vuoto! Come quando al cinema o sull’autobus mentiamo sulla vera età dei nostri figli per non farli pagare!

Due angeli

«Vediamo se c’è qualche bimbo senza palloncino»

Mi giro e due ragazze, sorridenti, hanno questo palloncino giallo in mano e cercano un bimbo che è rimasto senza «Lei non ha palloncino?» Spiego di no, che eravamo andate fuori per la merenda e siamo arrivate tardi «Allora questo è per te piccola». Il volto di Angela si è illuminato.

Siamo uscite, lei felice voleva tornare subito a casa. Le ho spiegato che avevamo appuntamento con papà alle 19.30, che dovevamo andare a cena fuori. In quel momento noto le due donne anziane uscire con la scatola di cartone dietro da dove sbucava un palloncino giallo! Enorme tristezza.

Le ho proposto una passeggiata e lungo la via Etnea le ho fatto vedere l’Etna e le ho parlato un po’ di questo vulcano. Siamo tornate in piazza Stesicoro. Voleva informazioni sulla statua, le ho spiegato che raffigura il musicista Vincenzo Bellini e quattro delle sue opere: La Norma, La Sonnambula e… le altre due le dimentico sempre! (leggi qui).

Ci siamo sedute. Lei si teneva stretto il palloncino perché c’era vento e aveva paura volasse via, io mi guardavo in giro pensando proprio al film sul Mc Donald’s, Founder, con Michael Keaton. In questo film l’ho trovato odioso ma impeccabile come sempre. Penso a come sia stato creato quell’impero, che Kroc alla fine non aveva altre qualità oltre alla perseveranza. Che quello che ho sempre pensato del genio è vero. Puoi essere tanto talentuoso ma se poi non ti impegni non arrivi a nulla… e mentre sono presa dai miei pensieri eccolo che lo vedo l’oggetto che ha ispirato questo post, in tutta la sua singolarità, volare basso, con triste rassegnazione, nella sua povertà di semplice lattice.

 

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Catania, Diario

Un caldo fine settimana di metà settembre

Questo fine settimana siamo rimaste da sole io e la piccina.

Mio marito fuori per lavoro e ho sognato di godere un po’ di libertà. Ma con una piccolina non sempre è possibile.

Ho cercato di organizzarmi e, soprattutto, farle passare un bel week end!

Sabato pomeriggio ho invitato una sua amichetta a casa. Volevo farle una sorpresa ma si stava per addormentare. Lei ha questa cosa assurda di addormentarsi nel tardo pomeriggio e poi non riesco a svegliarla con il risultato che si sveglia prima degli uccellini (come cerco di spiegarle io da tempo ormai).

Quindi le ho detto chi stava arrivando e lei ha aperto gli occhioni tutta emozionata.

Mentre ero in soggiorno a parlare con la mia amica, lei e la sua amichetta giocavano, ridevano e si rincorrevano. È stato bello vederla ridere e scherzare con un’altra bimba. Non ha fratellini e neppure cugini della sua età e sicuramente penserà spesso “che palle, faccio prima ad addormentarmi…”.

Quando la sua amichetta è andata via le era venuta una fame inquietante. Le ho preparato un piatto di pasta e dopo pochi minuti l’ho trovata sul divano che dormiva.

Sistemata la bimba in camera sua mi sono concessa il mio sabato sera da single (mi era mancato veramente)…

L’indomani siamo andate al McDonald’s. Non avevo preso i biglietti dell’autobus, e abbiamo cercato un tabacchi o altro aperto. Ma a Catania le domeniche settembrine assomigliano a quelle di agosto. Tutti chiusi e l’unico aperto li aveva terminati.

Arrivate in Piazza Bonadiaz le ho fatto toccare l’acqua della fontana spiegandole che quell’acqua proviene da un fiume sotterraneo. Su questo punto dovrei informarmi meglio. Perché sono due i fiumi fantasmi o sotterranei. L’Amenano e Longane. Il primo torna alla luce in piazza Duomo, il secondo sfocia nel porticiolo di Ognina. Credo che il Longane sia quello della fontana di Piazza Bonadiaz anche perché non è chiaro da dove nasca l’Amenano!

Siamo arrivate in via Etnea. Ormai era ora di pranzo e lei era spazientita. Ma ho trovato un tabacchi aperto e mi ci sono fiondata. Lì c’erano i biglietti. La via Etnea era piena di turisti e questo mi faceva piacere, ciò che non mi piacevano erano i 33 gradi mentre leggo di tante amiche blogger che abitano al nord che stanno pensando già al cambio stagione.

Piazza Stesicoro  direzione  Mc Donald’s .

Abbiamo preso due Happy Meal perché io non avevo tanta fame. Lei si guardava in giro felice. Ha mangiato tutto e ha bevuto per la prima volta la CocaCola (credo fosse dovuta alla lunga passeggiata). Mentre buttavo i resti del pranzo lei giocando con le sorprese ha rovesciato l’acqua sulla poltrona. Certo era normale che non ce ne potevamo andare senza farci riconoscere.

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Fuori voleva il gelato, ma anche andare a vedere il fiume.

Pensai che prima potevamo scendere al Duomo e salendo prendere il gelato, ma le cose con mia figlia non vanno mai come le hai progettate.

Arrivate in piazza si è messa a correre verso il Liotro urlandomi che voleva farsi una foto da mandare a papà. Mentre scattavo la foto ha notato la cupola della chiesa della Badia di Sant’Agata e l’ha indicata. Si era convinta che fosse la mia. Non so cosa volesse dire. L’altro giorno, quando le ho fatto fare il giro turistico col trenino poi era voluta entrare proprio in quella chiesa. C’è qualcosa che l’attira…

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Chiesa della Badia di Catania- foto www.zainoo.com

 

Abbiamo visto il fiume ma poi le è venuta la brillante idea di tornarsene a casa, di fare tutta la salita a piedi alle 13:20 di una domenica bollente!

Mentre eravamo sul primo autobus che saliva verso la via Etnea si è convinta che voleva il gelato. L’ho accontentata ma me ne sono presto pentita perché è stato un via vai al bagno e a un certo punto eravamo le uniche clienti!

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Arrivata a casa si è spogliata ha voluto l’aria condizionata e la coperta!

La sera abbiamo giocato con i regalini del Mc Donald’s ovvero i giochi di Cattivissimo Me 3 di cui mia figlia è una fan spietata!

Ha trovato in tv Vite al Limite e si è imbambolata a guardarlo. Mia figlia ha un debole per i dottori. Volevo farle una foto da postare nelle storie di Instagram ma se n’è accorta e quindi si è presa il tablet, ha scoperto le applicazioni per le foto (io neanche sapevo di avercele) e ha cominciato a postare foto di Angela Gatto!

Credo di essermi addormentata prima di lei, esausta!

P.S.: al Mc l’hanno invitata alla festa che si terrà oggi… vedremo cosa mi combina!

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Catania, Diario

In giro per Catania: visita al Castello Ursino

Lunghe passeggiate

Ho scoperto che mia figlia ha una passione smodata per le lunghe passeggiate. Quindi ne sto approfittando e durante i ponti (non sempre si può andare via da Catania) mentre papà lavora e la bimba è con me, ho deciso di portarla a visitare qualche posto di questa meravigliosa città.

Prima tappa è stato il castello Ursino, dove ci sarà sino a domani 3 maggio, la mostra a Andy Warhol.

Una lunga passeggiata che ha divertito molto quei piedini mai stanchi. Arrivate al Castello abbiamo scoperto che la mostra si tiene al terzo piano e si può anche ammirare un’altra mostra, quella de L’Istinto della formica-arte moderna delle collezioni benedettine dai depositi del castello.

Il castello su di me ha un fascino indescrivibile.

Avevo già visitato una mostra su Warhol quando ancora ero all’università, ritornare è mi ha quasi emozionata, anche se la mostra era diversa, come diverso è il castello, che è stato ristrutturato da qualche anno. Ho spiegato a mia figlia di non toccare le opere e di fare la buona. Pensavo avesse combinato qualcosa, invece è stato attenta e giudiziosa.

La futura Pittrice

Dice che da grande farà la pittrice e ha voluto che le spiegassi tutte le opere che vedeva. Arrivati all’ultimo piano, quello dedicato a Warhol, si è spazientita: aveva fame e forse era un po’ stanca. Dice che non le piace l’artista, ha preferito la mostra ai piani bassi.

Quindi siamo scese e fuori ci siamo riposate, lei mangiava e io cercavo di farle delle foto. Le ho detto più volte che le foto servono per “ricordo”, un giorno vorrà sapere qualcosa di questa nostra vita e le farò vedere la nostra quotidianità. Ma se continua a scappare avrà solo ricordi sfuocati!

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Foto: archivio personale!